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Scheda tecnica  – allegato E –

CdR: CONTI DI RISPARMIO PUBBLICI, CON SOMME TRASFERIBILI        

UNA SOLUZIONE ECONOMICA PER L’ITALIA, USANDO LE NOSTRE RISORSE

DEFINIZIONE e FINALITÀ PER I CITTADINI

I CdR pubblici sono conti correnti destinati al deposito sicuro e remunerato del risparmio in Euro di tutte le persone fisiche e giuridiche residenti in Italia, con facoltà di trasferimento del denaro ivi depositato ad altri titolari di CdR pubblici.

(NB: l’art 47 della Costituzione italiana dispone “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; …”. Al 31.12.2019 i risparmi italiani depositati sui conti bancari ammontavano ad Euro 1575 miliardi, i risparmi investiti in altri strumenti finanziari (prevalentemente fondi di investimento, polizze assicurative, obbligazioni bancarie e di imprese) ammontavano ad altri circa 2500 miliardi, escluso il mercato azionario; viceversa, i titoli del debito pubblico italiano ammontavano ad Euro 2010 miliardi, di cui oltre Euro 400 miliardi già detenuti dalla Banca d’Italia: il risparmio italiano disponibile è più che doppio rispetto ai titoli del debito pubblico italiano esistenti sui mercati).

 

FINALITÀ PER LO STATO

I CdR costituiscono per lo Stato una modalità alternativa, ai ben noti titoli di Stato, di acquisire direttamente dai cittadini provvista di moneta-Euro per soddisfare le esigenze del debito pubblico.

(NB: i CdR aumenteranno la detenzione di debito pubblico in mano ai residenti italiani e ridurranno l’ammontare dei titoli di Stato soggetti alle fluttuazioni del mercato; contestualmente aumenterà il rating del Paese e diminuirà lo spread sui residui titoli di Stato rispetto agli altri Paesi dell’eurozona. Nel medio-lungo termine, la riduzione del tasso medio di interesse sul debito pubblico produrrà un risparmio per lo Stato; tali risorse aggiuntive potranno essere usate per la riduzione in conto capitale del debito stesso e/o per la riduzione del prelievo fiscale e/o per l’aumento degli investimenti pubblici).

 

APERTURA DEL CONTO

I CdR verranno aperti d’ufficio gratuitamente a tutti i soggetti giuridici muniti di codice fiscale, su una piattaforma online pubblica del MEF-Tesoro (oppure sulla banca pubblica Mediocredito Centrale), convenzionata per i servizi di sportello e prelievo bancomat con Poste italiane ed altri istituti di credito.

(NB: L’emergenza COVID-19 ha dimostrato la assoluta urgenza e necessità dello Stato di avere una UNICA rete informatica pubblica di pagamento cui siano collegati TUTTI i propri cittadini, anche per versare a chiunque indennità monetarie urgenti per evitare rivolte sociali).

 

DEPOSITO DI DENARO

L’afflusso di moneta-Euro a ciascun CdR potrà avvenire attraverso un bonifico da conto corrente postale o bancario a chiunque intestato (stesso titolare o terzi soggetti).

(NB: per incentivare l’uso immediato dei CdR tra tutti i cittadini e le imprese, a chiunque esegua un deposito di almeno euro 1.000,00 nei primi tre mesi dal “lancio”, verrà garantito un accredito aggiuntivo di euro 50,00 che potranno essere spesi esclusivamente attraverso il bonifico ad altri CdR, così da permettere alle persone di familiarizzare con le funzioni online del “versamento sul CdR” e del “trasferimento ad altro CdR”. Nell’ipotesi augurabile in cui l’offerta al pubblico di CdR abbia un grande successo e fosse necessario graduarla nel tempo in relazione alle scadenze dei titoli di Stato già in circolazione da rimborsare, sarà possibile limitare l’importo dei singoli depositi per permetterne comunque la diffusione a TUTTI i cittadini ed imprese).

 

TRASFERIMENTO DI DENARO

Le somme ivi depositate saranno liberamente ed istantaneamente trasferibili dal titolare ad altri CdR, per qualunque importo, a mezzo bonifico o apposita “app” per smartphone, anche quale corrispettivo per l’acquisto di beni e servizi.

(NB: Nei rapporti tra i vari titolari dei CdR il trasferimento di somme è giuridicamente considerata una cessione di credito, “pro soluto” ed al valore nominale, nei confronti del debitore Stato. Lo scambio di somme tra i vari CdR non comporta alcun deflusso dal debito pubblico e quindi non comporta alcun problema per la tesoreria dello Stato).

 

PRELIEVO DI DENARO

Le somme ivi depositate saranno prelevabili in Euro dai titolari, liberamente in contanti nei limiti di legge presso i bancomat degli istituti convenzionati o, con valuta a 20 giorni dall’ordine, tramite bonifico su conto postale o bancario intestato allo stesso soggetto titolare del CdR nel limite massimo mensile di Euro 100.000,00 (centomila/00) o, per depositi superiori ad euro 1.000.000,00 (unmilione/00), nel limite del 10% mensile del totale della giacenza.

(NB: la valuta a 20 giorni e le limitazioni oltre gli euro centomila mensili sono misure prudenziali per evitare improvvisi elevati deflussi di denaro e -se necessitasse- per permettere di ripristinare la provvista con gli istituti finanziari, che avrebbero comunque interesse a depositarvi immediatamente le eccedenze di liquidità, o con le emissioni periodiche di titoli di Stato. Tuttavia, sotto il profilo statistico, è prevedibile che si crei una giacenza complessiva stabile e permanente tra depositi e prelievi; quando ciò accadrà i limiti al deflusso potranno essere ridotti o eliminati. Saranno possibili regolamenti specifici per le imprese con grandi giacenze e gli istituti finanziari. Per i trasferimenti e prelievi dei minorenni si applicheranno le norme vigenti).

 

RENDIMENTO E SPESE

Il CdR avrà un rendimento mensile, esente da imposte, al tasso di interesse variabile pari all’inflazione, con minimo garantito dello 0,1% su base mensile (pari all’1,2% annuo) se l’inflazione fosse inferiore a tale soglia, applicato all’importo del giorno del mese con giacenza minima. Il CdR sarà esente da spese di gestione periodiche e di trasferimento tra CdR, salvo (a prezzi di mercato) per i prelievi di contante tramite bancomat ed i bonifici di denaro verso i conti postali o bancari.

(NB: misure per incentivarne l’accumulo e la permanenza nel tempo, che renderebbe il debito pubblico acquistato coi CdR complessivamente stabile o in crescita).

 

DIVIETI

Nei CdR non saranno possibili servizi privati come la concessione di credito, emissione di carte di credito e debito (esclusa quella del CdR stesso, per i pagamenti ad altri CdR e prelievo contanti), domiciliazioni ed altre funzioni tipiche dei conti correnti bancari, ad esclusione di accrediti di pensioni e stipendi e dei rapporti diretti con Pubbliche Amministrazioni (accredito di corrispettivi di compravendite o appalti con la P.A., addebito di pagamento imposte e tasse).

 (NB: si tutela l’attività privata delle banche commerciali ed al tempo stesso si evita l’inutile uscita/rientro delle somme dalla disponibilità dello Stato, facilitandone gli spostamenti all’interno della tesoreria pubblica).

 

TUTELE

Il CdR, essendo un deposito in debito pubblico, non è assoggettato alle norme del bail-in bancario. Il CdR sarà aperto a tutti, anche a persone o imprese che il sistema finanziario considera “cattivi pagatori” o già assoggettate a procedure concorsuale. Le somme ivi depositate, nei limiti del saldo attivo presente due anni prima della richiesta, non saranno soggette ad azioni esecutive e cautelari di terzi privati o ad acquisizione da parte degli organi di una eventuale procedura concorsuale personale, salvi i provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria penale. Per i crediti dello Stato si applicheranno le norme vigenti in relazione alle somme depositate sui conti correnti bancari.

(NB: per tutelare la libertà personale di ogni cittadino di avere scambi economici con gli altri soggetti giuridici, sarà previsto, almeno nella convenzione del MEF-Tesoro (o MCC) con le Poste italiane, l’obbligo di apertura del conto corrente a tutti i richiedenti, al fine di facilitare l’afflusso di denaro nel CdR ed il suo uso).

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